Il dolore delle foglie

Bel libro a quattro mani, la raccolta di poesie di Antonella Radogna e di fotografie di Nicola Cavallo, autori che, pur nella specificità dei linguaggi, rispondono all’esigenza comune di tracciare un segno, che sia in forma di parole/immagini o che sia in forma di immagini/parole e di lasciarne traccia materica in un libro che, così concepito, una poesia e una fotografia alternate per mezzo di due diversi sistemi comunicativi, descrive e parla con voce univoca.

A sfogliare il volume non sempre è chiara la diacronia tra scrittura e fotografia: perché, è vero, e noi lo sappiamo dalle dichiarazioni degli autori, si è partiti dalla selezione delle fotografie che è stata poi accompagnata dai versi scelti della poetessa, ma è vero anche che il dialogo è diventato così essenziale e sensato in sé, così indispensabile si direbbe, da rispondere in diversa forma alle domande comuni dell’uomo. Il dolore è universale e ha un’unica voce, la flebile e arrendevole ginestra travolta dalla lava del Vesuvio, come in Leopardi; il belato della capra in cui risuona il lamento universale delle creature, come in Saba; l’accartocciarsi della foglia, correlativo oggettivo del male di vivere, come in Montale.

Il dolore delle foglie, appunto, il dolore della Natura, di cui gli uomini sono altrettanti elementi, viene “oggettualizzato” dall’immagine che, tradotta in bianco e nero, ci fa udire quasi lo scricchiolìo della foglia riarsa, mentre le parole incalzano… (Maria Teresa Imbriani)