La tua poesia si situa esistenzialmente nella “linea d’ombra” da te citata, archetipo astratto dell’”entre- deux”. Ed è anche il tuo verso una voce di soglia, la soglia insidiosa di Bonnefoy e la soglia inesorabile di Celan.
Bella la poesia iniziale, quasi un manifesto, una mappa dell’intero viaggio destinato al lettore, tra vortici e paesaggi piani, tratti di natura interiore.
Una poesia spirituale nella misura in cui ci si esclude dall’ esterno per nuove e più appaganti vie di conoscenza che, per loro natura, conducono nell’ i termo senza fondo del sogno nell’ accezione teresiana e sanjuanista.
Esci di mente, come dice Dante, e ritorni, affaticato e più ricco.
(Alfonso Guida)

