Discreta, in disparte, ma attenta a tutto ciò che è accaduto in poesia negli ultimi decenni non soltanto in Italia, Antonella Radogna pubblica il suo terzo volume di versi, un mannello di poesie ricche di vibrazioni che sembrano venire da un mondo percepito e non adeguato a saper godere dei privilegi dello spirito.
C’è una specie di disagio che in molte pagine si apre e fa sentire l’insofferenza e c’è la determinazione ad allontanarsene, specialmente da quando sembra che la sua anima sia stata sostanziata da un rinascita improvvisa.
Ma sarebbe un romanzetto usuale questa storia del disagio e poi dell’innamoramento se la Radogna non sapesse cogliere, con rapide scansioni, sia il malessere e sia la propria rinascita all’interno della propria coscienza . Non è l’esteriorità che preme alla poetessa, ma l’abisso sempre pronto a inghiottire, non la parvenza, ma l’uragano che scuote e disgrega e promette il rinnovamento totale dell’essere.
Non ci sono molti giovani oggi che sappiano essere poeti di valore dentro la tradizione ma continuamente tradendo e rinnovandone i canoni sia linguistici e sia tematici. La Radogna, credo anche grazie alla sua educazione esercitata sui poeti inglesi, in particolare Eliot, Moore, Dickinson e Yeats, riesce a imporre un suo modo di essere innanzi tutto eliminando gli antefatti e andando subito al sodo, cogliendo l’essenza del suo pensiero emotivo e dichiarando, nelle citazioni che stanno all’inizio del libro, le sue scelte nel fare i nomi di Alberto Bevilacqua, di Mario Luzi e del sottoscritto.
Perciò con evidenza si tratta di poesia lirica, ma di un lirismo misurato e sempre attento a non sprecare un solo aggettivo, una sola espressione che non sia essenziale e ciò è la conferma che la linea portante della poesia non ha spento il suo fulgore, anzi lo accende nei momenti giusti.
Mi pare che la Prefazione di Davide Rondoni illumini da par suo le qualità di una poesia corroborata da un pensiero forte con legami, oltre che all’estetica, alla lezione etica dei grandi del passato. A volte addirittura alcune poesie brevissime sembrano aforismi, stilettate che fanno centro ma ancora una volta senza clamori.
Ma sia chiaro, tutto il libro respira dentro una vasta e meravigliosa umanità che sa riconoscere il senso della vita e dell’amore.
(Luciano Luisi)

