“Olimpia” di Luigia Sorrentino (Interlinea ed., 2013)

Si svolgerà a Napoli, domani 9 maggio ore 16 presso la Biblioteca Nazionale, il seminario intitolato “Olimpia, la parola sulla soglia dell’origine”, dedicato all’opera poetica “Olimpia” (Interlinea ed., 2013) di Luigia Sorrentino, poeta e giornalista Rai di rara raffinatezza e sensibilità.

“Olimpia” è un titolo che evoca l’antichità, la grandezza e la mitologia. In questa raccolta di poesie, Luigia Sorrentino ci conduce attraverso un viaggio profondo e intimo, in cui l’anima si confronta con l’eternità e l’essenza stessa dell’esistenza.

La lingua di Sorrentino è ricca e potente, densa di immagini e simboli. Ogni parola sembra pesare come una pietra preziosa, eppure scorre fluida come un fiume. La sua poesia è un canto di luce e ombra, di vita e morte, di amore e perdita.

Nelle pagine di “Olimpia”, incontriamo personaggi mitici e figure leggendarie. Olimpia stessa, forse una dea o una donna mortale, è il filo conduttore di queste poesie. Attraverso di lei, Sorrentino esplora i confini tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Olimpia è un ponte tra il visibile e l’invisibile, tra il giorno e la notte.

Le immagini sono vivide e incisive, dipinte dal poeta in paesaggi interiori e esteriori con immensa maestria. Le montagne, i fiumi, le stelle, tutto diventa un simbolo, un riflesso dell’anima. La natura stessa sembra parlare attraverso parole visionarie ed evocative di un Uno-Tutto, segreto del Mondo.

E poi c’è il tema della morte. Non una morte spaventosa o tragica, ma una morte che fa parte del ciclo della vita. Sorrentino ci invita a contemplare la morte come un passaggio, come un ritorno all’origine. È un tema universale, ma qui è trattato con una delicatezza e una profondità straordinarie.

“Olimpia” è un viaggio nell’essenza stessa della poesia. Attraverso versi immaginifici, potenti, l’autrice ci conduce in un territorio di confine tra l’essere e il non essere più. 

Nella prefazione, Milo De Angelis afferma che scrivendo ”Olimpia”, Luigia Sorrentino ha creato il libro della sua vita. Questa raccolta tocca in profondità le grandi questioni dell’origine e della morte, dell’umano e del sacro, riuscendo ad esprimere un tempo assoluto, un tempo che contiene ogni tempo. È come se tutto fosse già accaduto, sia dietro di noi che davanti a noi, racchiuso in uno spazio circolare. 

La grandezza di quest’opera poetica sta nel fatto che ci sentiamo partecipi del viaggio intrapreso dall’autrice. I versi di “Olimpia” coinvolgono senza respiro e non lasciano mai indifferenti. È un’opera che preserva e cura, che ci dice che siamo noi il luogo della vita e della morte come nei versi, tratti da “Olimpia”, che seguono:

Nel silenzio
delle cose
si nasconde
l’eternità.

Qui l’ invito a contemplare l’eternità nascosta nel silenzio delle cose, una poesia come richiamo profondo nei meandri della coscienza. 

In conclusione, “Olimpia” è una raccolta di poesie che va oltre il tempo e lo spazio, con essa Luigia Sorrentino ha creato un capolavoro poetico, un libro che rimarrà con noi per sempre; un libro che, attraverso la sua visionarietà e la sua capacità di toccare temi profondi con un linguaggio ricco e innovativo, rappresenta un contributo significativo alla poesia contemporanea italiana.

Antonella Radogna