Le stagioni dolcenere di Elsa

Antonella Radogna porge le vicende di quest’opera con la naturalezza che appartiene propriamente al palcoscenico. I protagonisti sono autentici e si esprimono senza fronzoli e senza atteggiamenti sofisticati, senza mai un accenno di enfasi e senza mai creare situazioni improprie.

Un teatro che ci pone dinanzi alla realtà dei nostri giorni e che tuttavia ha un’aura che arriva da lontano e ci fa sentire la veridicità non solo dei sentimenti, ma anche del groviglio della psiche umana, a volte contorta e sbandata e altre volte spianata verso radure impensate.

(Carmine Chiodo)