“Pentagrammi” di Andrea Galgano (Hermaion ed., 2024)

La poesia e la musica sono due forme d’arte che, pur essendo distinte, hanno sempre avuto un legame profondo e indissolubile. La poesia, con la sua capacità di evocare immagini e sentimenti attraverso le parole, e la musica, con il suo potere di toccare le corde più intime dell’animo umano, si sono spesso intrecciate, creando opere di straordinaria bellezza e intensità.

Negli anni Settanta, Ottanta del secolo scorso, questo rapporto ha raggiunto nuove vette, soprattutto nel mondo della musica pop. Questo periodo è stato caratterizzato da una rivoluzione musicale che ha visto l’emergere di artisti e band che hanno saputo fondere testi poetici con melodie accattivanti, creando canzoni che sono diventate veri e propri inni generazionali.

Artisti come Bob Dylan, Dire Straits, Sting, David Bowie, Michael Jackson, Pink Floyd hanno saputo utilizzare la musica pop come veicolo per esprimere temi profondi e complessi, spesso con un linguaggio poetico e non a caso, proprio Dylan nel 2016 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. Le loro canzoni non erano solo intrattenimento, ma veri e propri racconti in musica, capaci di esplorare l’amore, la solitudine, la ribellione e la ricerca di sé stessi.

La poesia dei loro testi non era solo un ornamento, ma un elemento centrale che dava profondità e significato alle canzoni. I testi delle canzoni pop di quegli anni, erano spesso caratterizzati da una grande attenzione alla metrica, alla rima e all’uso di immagini evocative, elementi tipici della poesia. Questo ha permesso di creare un linguaggio musicale nuovo, capace di parlare direttamente al cuore delle persone.

In questo fervente contesto lievita la nuova raccolta poetica “Pentagrammi” di Andrea Galgano, un’opera che esplora proprio questo rapporto tra poesia e musica, in modo del tutto originale e fresco; con la sua scrittura raffinata e profonda, Galgano guida il suo lettore in un viaggio attraverso le melodie e i versi, mostrando come queste due forme d’arte possano fondersi in un’unica esperienza estetica.  Il suo libro esplora come i testi delle canzoni di un periodo spesso non riconosciuto abbastanza nella sua unicità, abbiano saputo catturare l’essenza della poesia, trasformando semplici melodie in opere d’arte complesse e significative.

Uno degli aspetti più interessanti di “Pentagrammi” è la capacità dell’autore di mettere in luce le connessioni tra le canzoni pop e la tradizione poetica. Galgano mostra come molti artisti, da lui sapientemente scelti, abbiano saputo attingere alla poesia classica e moderna, creando testi che, pur essendo accessibili e orecchiabili, nascondono una grande profondità e complessità e dando luce quindi ai suoi nuovi versi, visioni e suggestioni in un connubio inedito.

“Pentagrammi” è un’opera che non solo celebra il legame tra poesia e musica, ma invita il lettore a riscoprire la bellezza e il potere delle parole e delle melodie. Andrea Galgano, con la sua scrittura elegante e appassionata, ci offre una nuova prospettiva su due forme d’arte che, pur essendo diverse, condividono la stessa capacità di toccare l’animo umano, trasportando il lettore in un viaggio sensoriale dove ogni parola balza leggera come una nota musicale. Una poesia visiva, materica e spaziale, arricchita da metafore musicali e sinestesie infinite dunque, per cui l’invito personale è di provare a leggere con le cuffiette alle orecchie, immergendosi nel fascino delle canzoni citate che ispirano i preziosi versi di Andrea, in un’esperienza viva che lascerà senza fiato.

Antonella Radogna